Pelè – L’identità di un popolo

La nascita di un mito del calcio, uno dei giocatori più forti di sempre se non il più forte in assoluto, cresciuto in una favela giocando con un pallone fatto di pezza, senza scarpe ma con un talento che avrebbe stupito il mondo. I fratelli Zimbalist dirigono un caldo film in cui si mostra la genesi del campionissimo brasiliano, dalle sue umili origini fino al trionfo in Svezia nel mondiale ’58.

Il Maracanzo ha fatto calare una spessa coltre di tristezza sul Brasile dei primi anni ’50, perdere il mondiale in casa contro l’ Uruguay fu un lutto enorme per un paese che doveva emergere e farsi grande a gli occhi del mondo ma che con quella sconfitta si dovette interrogare sulla propria identità, si dovette guardare allo specchio e decidere quale anima sopprimere e quale invece elevare a vera identità nazionale. Dopo la tragedia occorsa nel ’50 i brasiliani decidono di rinnegare la propria anima selvaggia proveniente da gli schiavi africani, la ginga, in favore del rigore tattico delle squadre d’oltreoceano, ma il giovane Pelè non può e non vuole giocare come gli europei, ribellarsi al conformismo della rigidezza tattica europea e abbracciare l’anima ginga è, nella pellicola dei fratelli Zimbalist, il sistema con cui i brasiliani si riappropriano della loro dignità e della loro identità nazionale senza vergognarsi da dove vengono e chi sono.

Il film, di produzione americana, non è fedelissimo alla realtà e di chi veramente siano i giocatori presenti attorno al protagonista non se ne cura particolarmente se non per quanto riguarda l’aspetto fisico. Nel cast si trova uno splendido e sempre impeccabile Vincent d’Onofrio nei panni del ruvido allenatore della selecao Vicente Feola e anche i due attori che interpretano il protagonista cioè Leonardo Lima Carvalho che interpreta il Pelè bambino senza scarpe che si sconterà con un giovane Josè Altafini, quello del manuale del calcio che anni a dietro commentava in maniera colorito il calcio nostrano, e Kevin de Paula che porta sullo schermo il Pelè adolescente vittorioso in Svezia fanno un lavoro eccezionale impersonando un personaggio lontano dalla figura solare e sempre sorridente del Pelè odierno ormai famoso, il Pelè che interpreta un estroverso soldato del Tobago in Fuga per la vittoria. Il vero Pelè è inoltre presente in prima persona in un cameo all’interno del film, in una scena che ricorda chiaramente una famosa pubblicità di un altrettanto famoso brand sportivo con protagonista Ronaldo e la nazionale brasiliana in partenza per i mondiali di Francia ’98.

Cast di buoni attori danno vita a personaggi intonati con il resto del film, animando una storia che non offre grandi spunti di trama essendo legata strettamente alla biografia del protagonista realmente esistito, ma che grazie al lavoro dei due registi viene elevata e portata su livelli quasi d’eccellenza. Quando in passato si è portato al cinema il calcio i risultati sono sempre stati mediocri o pessimi, invece i fratelli Zimbalist non si accontentano di attori somiglianti alla controparte reale o a costumi e scenografie correttamente ricreate ma cercano anche di riprendere e fotografare l’azione, sia in campo che fuori ,con un piglio dinamico ma romantico al tempo stesso.

La ginga è identità ed orgoglio del popolo brasiliano e sembra che quest’ultima sia presente anche nella pellicola di Jeff e Michael Zimbalist che finalmente riescono a portare al cinema un film sul calcio degno di uno sport molto amato da tutti senza farsi stringere dalla banalità del biopic.

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